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Immagine coordinata aziendale: cosa comprende e quando rifarla

Gian Claudio Emiliani Pubblicata il 5 min di lettura

Illustrazione generata con IA: biglietto, busta, carta intestata e borsa con lo stesso simbolo giallo e arancio
Illustrazione generata con l'intelligenza artificiale.

In breve

L’immagine coordinata è l’insieme delle regole con cui un’azienda si presenta, uguale dappertutto: il marchio, i colori, i caratteri, e come si usano su biglietti da visita, carta intestata, sito, cataloghi, mezzi e insegne. Si raccoglie in un manuale d’uso, così chiunque lavori per l’azienda la applica allo stesso modo. Si rifà quando non racconta più l’azienda di oggi, o quando ogni materiale è diventato diverso dall’altro.

Biglietti da visita stampati tre anni fa, un sito con un verde diverso, un catalogo con il logo vecchio, il furgone con quello nuovo. Succede in molte aziende, senza che nessuno l’abbia deciso: ogni materiale è nato in un momento diverso, con un fornitore diverso.

L’immagine coordinata serve proprio a questo: a far sì che un cliente riconosca l’azienda a colpo d’occhio, qualunque cosa abbia in mano. In questa guida vediamo cosa comprende, quando conviene rifarla e come si fa senza buttare via quello che funziona.

Cosa comprende un’immagine coordinata

  • Il marchio, con le sue versioni: a colori, in bianco e nero, in negativo, ridotto per i formati piccoli come le icone.
  • I colori, scritti in tutti i modi che servono: per la stampa, per lo schermo, per le vernici e i tessuti.
  • I caratteri: quali si usano per i titoli e per i testi, e cosa usare quando non sono disponibili.
  • Le applicazioni: biglietti da visita, carta intestata, buste, firma delle mail, documenti, sito, social, cataloghi, mezzi, insegne, abbigliamento.
  • Il manuale d’uso: il documento che raccoglie tutto, con cosa si può fare e cosa no.
Foto generata con IA: biglietti da visita e una busta con lo stesso cerchio giallo
Foto generata con l’intelligenza artificiale: oggetti e luogo non sono reali.

Il manuale d’uso: le regole da dare ai fornitori

Molte aziende hanno un logo ben fatto, ma non hanno le regole per usarlo. Così il tipografo lo allarga, chi fa il sito sceglie un verde «simile», il fornitore delle magliette lo stampa su fondo scuro senza la versione giusta. Il manuale d’uso dà a tutti le indicazioni per evitarlo: è il documento da mandare a chiunque lavori sull’immagine dell’azienda, interno o esterno.

Non serve che sia un volume: per una piccola azienda bastano poche pagine chiare, con i file pronti da usare.

Quando conviene rifarla

1. L’azienda è cambiata

Nuovi prodotti, nuovi mercati, un passaggio generazionale: se l’immagine racconta l’azienda di vent’anni fa, è il momento di aggiornarla.

2. Ogni materiale è diverso dall’altro

Se mettendo in fila biglietto, sito, catalogo e insegna sembrano quattro aziende diverse, il primo problema da guardare è il sistema visivo, prima ancora del logo.

3. Il marchio non funziona in piccolo

Molti marchi nati per la carta intestata non si leggono come icona di un’app o nell’immagine del profilo dei social. Spesso basta una versione semplificata, senza cambiare tutto.

4. I colori non tornano in stampa

Il colore del marchio esce diverso su ogni materiale. La prima cosa da verificare è se è stato definito in tutti i sistemi che servono: per la quadricromia, per i colori speciali, per lo schermo. È anche il motivo per cui, prima di stampare, facciamo una prova colore certificata.

Illustrazione generata con IA: campioni di colore a ventaglio, dal giallo all'arancio, accanto a una matita
Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale.

Rifare il logo o solo sistemarlo?

Non sempre serve un marchio nuovo. Un marchio riconosciuto dai clienti ha un valore, e buttarlo via costa. Spesso basta un restyling: ridisegnare le linee, semplificare i dettagli che in piccolo si perdono, definire i colori e scrivere le regole. Il cliente riconosce l’azienda, ma la vede più ordinata.

Si cambia del tutto quando il marchio vecchio racconta qualcosa che l’azienda non è più, o quando non funziona tecnicamente e non c’è modo di sistemarlo.

Come lavoriamo noi

Siamo uno studio grafico dal 1989. Per l’identità visiva progettiamo marchio, sistema tipografico, colori e manuale d’uso, con le applicazioni che servono all’azienda. Chi segue il progetto resta lo stesso dall’idea alla consegna, e quando il lavoro va in stampa il passaggio è diretto con il nostro reparto prestampa: i file vengono preparati e il colore verificato prima della tiratura. Il resto è nella pagina Grafica e pubblicità.

Domande frequenti

Cos’è l’immagine coordinata di un’azienda?

È l’insieme delle regole con cui l’azienda si presenta: marchio, colori, caratteri e il modo di usarli su tutti i materiali, dal biglietto da visita al sito, dal catalogo all’insegna. Si raccoglie in un manuale d’uso, perché chiunque lavori per l’azienda la applichi allo stesso modo.

Che differenza c’è fra logo e immagine coordinata?

Il logo è il segno che identifica l’azienda. L’immagine coordinata è il sistema intorno al logo: colori, caratteri, regole e applicazioni. Un logo senza immagine coordinata rischia di essere usato ogni volta in modo diverso.

Quando conviene fare il restyling del logo?

Quando il marchio è riconosciuto dai clienti ma mostra i suoi anni: linee che in piccolo si perdono, colori mai definiti, versioni diverse in circolazione. Il restyling lo rende più ordinato senza perdere la riconoscibilità. Si cambia del tutto quando il marchio vecchio non racconta più l’azienda, o quando non funziona tecnicamente e non si può sistemare.

Gian Claudio Emiliani

Chi l'ha scritta

Gian Claudio Emiliani, responsabile SEO e GEO di Over Cover Scriba. Circa vent'anni fra grafica, web e stampa; oggi misura ogni mese quante volte Google e le AI citano i siti che seguiamo.

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