Prova colore: cos’è, perché si dice ancora «cromalin» e come si legge
In breve
Una prova colore è una stampa che mostra, prima della tiratura, come usciranno i colori di un lavoro sulla carta scelta. Quando è certificata porta una barra di controllo misurata con uno strumento e un’etichetta che dice quale condizione di stampa simula: così diventa il riferimento scritto fra cliente, studio e tipografia. Molti la chiamano ancora cromalin, dal nome di un vecchio sistema di prova.
Un catalogo, una confezione, un marchio con il suo colore: quando il lavoro va in macchina, il colore che esce deve essere quello approvato. Lo schermo non basta, perché ogni monitor mostra i colori a modo suo. La stampa d’ufficio nemmeno, perché non simula la carta e la macchina che useranno in tipografia. La prova colore serve proprio a colmare questo vuoto.
Perché si dice ancora «cromalin»
Cromalin era il nome del sistema con cui DuPont produceva le prove di prestampa usando pigmenti in polvere al posto dell’inchiostro. Per anni è stato così diffuso che il marchio è diventato il nome comune della prova colore, e lo si cerca ancora così: «cromalin» ha circa 320 ricerche al mese in Italia, più di «prova colore» (Semrush, ottobre 2026).
Oggi le prove si fanno con stampanti digitali, a getto d’inchiostro o a toner, guidate da software che simulano una condizione di stampa precisa. Il nome è rimasto, la tecnica è cambiata. Quello che conta non è come si chiama la prova, ma se è misurata e confrontata con uno standard.

Prova colore e prova certificata: la differenza
Una prova qualsiasi mostra un’idea dei colori. Una prova certificata segue la norma internazionale ISO 12647-7, quella che riguarda le prove di stampa, e si riconosce da tre cose:
- la barra di controllo: una striscia di riquadri di colore stampata accanto al lavoro, per esempio la Ugra/Fogra Media Wedge;
- la misura: la barra si legge con uno spettrofotometro e i valori si confrontano con quelli che lo standard si aspetta;
- l’etichetta: dice quale condizione di stampa è stata simulata, con quale profilo, su quale carta e quando.
Se i valori misurati stanno dentro le tolleranze della norma, la prova è conforme e lo dichiara. Se non ci stanno, non si può dichiarare conforme.
Come si legge una prova certificata
Davanti a una prova certificata ci sono tre cose da guardare, nell’ordine.

1. Lo standard simulato
L’etichetta riporta la condizione di stampa: per esempio Fogra 39 per la carta patinata in offset, o Fogra 51 per la patinata con sbiancanti ottici. Deve essere lo standard della carta su cui si stamperà davvero. Una prova Fogra 39 approvata per un lavoro che va su usomano non è un riferimento utile. Quale standard scegliere lo spieghiamo nella pagina Prestampa e prove colore.
2. Il Delta E
Il Delta E (ΔE) è il numero che misura la differenza fra due colori: quello stampato sulla prova e quello che lo standard prevede. Più è basso, più i due colori sono vicini. Il rapporto di misura indica il Delta E dei riquadri della barra, che si confronta con i limiti della norma.
3. L’esito
Alla fine il rapporto dice se la prova è conforme o no. È il dato che conta per chi approva: una prova che sembra giusta ma non è misurata lascia aperta la discussione con la tipografia.
Quando serve davvero
Non ogni lavoro ha bisogno di una prova certificata. Serve quando il colore è parte del prodotto:
- un colore di marca che deve essere uguale su catalogo, confezione ed espositore;
- un catalogo di prodotti in cui il colore è un’informazione, come tessuti, vernici o arredi;
- una tiratura importante, dove un errore di colore costa una ristampa;
- un lavoro su una carta particolare, dove conviene una prova fatta direttamente su quella carta, con il sistema calibrato apposta.
Per un volantino da distribuire in pochi giorni può bastare una prova di riferimento senza certificazione. Decidere quale serve fa parte della consulenza di stampa.

Come la facciamo noi
Nel nostro reparto prestampa le prove escono da una Konica Minolta AccurioPress C3070, tenuta sempre calibrata, guidata dal software di gestione colore PrintFactory. Ogni intento di stampa ha la sua coda RIP: il file entra in quella dello standard su cui andrà stampato, con il profilo già impostato.
- File normalizzato
- Coda RIP dello standard
- AccurioPress calibrata
- Prova misurata
Le prove sono conformi agli standard Fogra 39, 47, 51 e 52, con barra di controllo e scarto misurato, su usomano, patinata lucida e patinata opaca. Se il lavoro va su una carta particolare, calibriamo i nostri software su quella carta e facciamo la prova lì sopra. Prima della prova normalizziamo i file: profili, spazi colore, abbondanze, conversione in PDF/X.
Stampare le prove in casa, su una macchina digitale, ha abbassato molto i costi: una prova certificata non è più un lusso da riservare ai lavori grandi. Le tirature le fa la tipografia; noi certifichiamo il colore, così chi stampa ha un riferimento da rispettare.
Domande frequenti
Cromalin e prova colore sono la stessa cosa?
Nel linguaggio di tipografia sì: «cromalin» è il nome di un vecchio sistema di prova di DuPont, diventato il nome comune della prova colore. Oggi le prove si fanno con stampanti digitali guidate da software di simulazione del colore; quello che conta è che siano misurate e conformi a uno standard.
Una prova colore certificata vale come riferimento con la tipografia?
È il suo scopo: porta lo standard simulato, la misura della barra di controllo e l’esito. Se la tiratura si discosta dalla prova approvata, la prova è il riferimento scritto su cui confrontarsi.
Posso fare la prova colore sulla mia carta?
Sì, quando il lavoro va su un supporto particolare: si calibra il sistema di prova su quella carta e la prova si stampa lì sopra. È una lavorazione a sé, diversa dalla prova sugli standard Fogra.
Fonti
- ISO 12647-7, norma internazionale sui processi di prova di stampa da dati digitali.
- Fogra, Ugra/Fogra Media Wedge CMYK, barra di controllo per la verifica delle prove.
- Brevetto US 4553835, che cita il sistema di prova Cromalin di DuPont con pigmenti in polvere.
Chi l'ha scritta
Gian Claudio Emiliani, responsabile SEO e GEO di Over Cover Scriba. Circa vent'anni fra grafica, web e stampa; oggi misura ogni mese quante volte Google e le AI citano i siti che seguiamo.
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