Quanto costa un sito web aziendale: da cosa dipende il prezzo
In breve
Il prezzo di un sito web aziendale dipende soprattutto da cinque cose: quante pagine servono, chi scrive i testi e fa le foto, come si aggiorna, cosa deve fare oltre a farsi leggere, e cosa serve dopo la messa online. Per questo due preventivi per «un sito» possono essere lontanissimi: spesso non descrivono lo stesso lavoro. Per confrontarli serve un elenco scritto delle pagine e delle funzioni.
«Quanto costa un sito?» è la prima domanda che ci fanno, e la risposta onesta comincia sempre con «dipende». Non è un modo per non rispondere: è che sotto la parola «sito» ci stanno lavori molto diversi, dalla pagina unica fatta con un modello al sito che riceve gli ordini dei rivenditori e li passa al gestionale.
Una cifra, da sola, non dice niente. Dice molto di più sapere cosa c’è dentro. In questa guida mettiamo in fila le cose che fanno il prezzo, i costi che di solito non compaiono nel preventivo e come confrontare due offerte senza farsi ingannare dal totale.
Perché due preventivi sono così diversi
Capita spesso: due preventivi per lo stesso sito, uno il triplo dell’altro. Quasi sempre non è che uno dei due sbaglia. È che rispondono a due domande diverse.
Preventivo A
Un modello riempito
Pagine standard, testi forniti dall’azienda, nessuna ricerca su come cercano i clienti.
Preventivo B
Un sito progettato
Pagine pensate per chi compra, testi scritti, un modulo contatti che conta le richieste, pensato per farsi trovare.
Il primo costa meno subito; il secondo costa di più subito, ma è pensato per portare richieste. La scelta giusta dipende da cosa vi serve. Quella sbagliata è confrontare i totali senza sapere cosa c’è dentro.
Le cinque cose che fanno il prezzo
1. Quante pagine, e quali
Una pagina unica che presenta l’azienda è un lavoro; un sito con una pagina per ogni servizio o linea di prodotto è un altro. Ogni pagina va pensata, scritta, impaginata e controllata. Ma più pagine non vuol dire solo più costo: una pagina per servizio è anche quella che Google può mostrare a chi cerca proprio quel servizio. Una pagina unica che parla di tutto fa più fatica a rispondere bene a ciascuna ricerca.
2. Chi scrive i testi e fa le foto
È la voce che più spesso manca nei preventivi, e quella che più spesso fa slittare i tempi. Se i testi li deve scrivere l’azienda, il sito resta fermo finché qualcuno trova il tempo. Se li scrive chi fa il sito, partendo dalle parole che usano davvero i clienti quando cercano, costano di più ma lavorano meglio. Lo stesso vale per le foto: foto vere dell’azienda, immagini d’archivio o immagini fatte con l’intelligenza artificiale (da dichiarare come tali) hanno costi e risultati diversi.

3. Come si aggiorna
Volete cambiare da soli un testo, una foto, un prezzo? Allora serve un pannello di gestione, e il pannello è una parte del lavoro. Conta anche come è costruito il sito: un sito che dipende da molti plugin chiede ogni anno aggiornamenti e controlli. Dove si può, un sito fatto di pagine già pronte, senza un database interrogato a ogni visita, può costare meno da mantenere e ha meno parti che possono guastarsi.
4. Cosa deve fare, oltre a farsi leggere
Ogni funzione in più è lavoro in più, e va scritta nel preventivo:
- un modulo contatti collegato alle statistiche, per contare le richieste che arrivano;
- le lingue: un sito in italiano e inglese sono due siti da scrivere, non uno da tradurre in automatico;
- la vendita online ai privati, con pagamenti e spedizioni;
- la vendita ad aziende e rivenditori, con listini per cliente e ordini che entrano nel gestionale;
- un’area riservata per agenti, clienti o documenti.
La vendita ad aziende collegata al gestionale è il caso in cui il sito fa risparmiare più lavoro in ufficio, ed è anche quello che chiede più progettazione. Ne parliamo nella pagina sull’e-commerce B2B integrato con il gestionale.
5. Cosa serve dopo la messa online
Un sito non costa solo il giorno in cui va online. Ci sono il dominio e l’hosting, gli aggiornamenti di sicurezza, le copie di backup, e il lavoro per farlo trovare e tenerlo vivo: pagine nuove, testi aggiornati, la misura di quello che succede. Un preventivo serio dice cosa costa all’anno, non solo cosa costa il primo giorno.

I costi che non si vedono nel preventivo
Ci sono costi che non compaiono in nessuna riga, e si scoprono dopo. Li vediamo spesso quando ci chiamano per «sistemare» un sito appena fatto.
- Il modulo contatti che non arriva. Sembra funzionare, mostra «messaggio inviato», ma la mail non parte. Senza controlli, il problema può passare inosservato finché un cliente non telefona per chiedere perché non gli avete risposto. Anche sul nostro sito, durante il rifacimento, un modulo si è fermato: ce ne siamo accorti perché dopo ogni modifica facciamo un invio vero e controlliamo dove arriva.
- Le visite perse dopo il rifacimento. Se le pagine vecchie spariscono senza un rinvio a quelle nuove, Google deve riscoprire tutto, si perde una parte delle visite e i link che altri siti avevano verso di voi portano a una pagina che non c’è più. Rifacendo il nostro sito abbiamo dato una destinazione a ogni indirizzo vecchio, controllata prima e dopo.
- Privacy e cookie. Statistiche, mappe, video e caratteri caricati da altri server richiedono un’informativa e, in molti casi, il consenso del visitatore. Se nessuno ci ha pensato, vanno aggiunti dopo.
- L’accessibilità. Dal 28 giugno 2025 l’European Accessibility Act chiede che molti servizi di vendita online rivolti ai consumatori siano accessibili anche a chi ha una disabilità (le microimprese sono escluse). Farlo dopo costa più che farlo subito.
Come confrontare due preventivi
Prima di guardare il totale, controllate che entrambi rispondano a queste domande:
- Quali pagine ci sono? Un elenco scritto, non «sito completo».
- Chi scrive i testi e chi fornisce le foto?
- Posso aggiornarlo da solo? Con quale pannello, e cosa succede se sbaglio una modifica.
- Cosa comprende la messa online? Rinvii dalle pagine vecchie, modulo contatti collegato alle statistiche, informativa privacy e banner dei cookie.
- Quanto costa all’anno? Dominio, hosting, aggiornamenti, assistenza.
- A chi è intestato il dominio, e chi ha gli accessi? Dominio e accessi devono restare all’azienda.
Se un preventivo non risponde a una di queste domande, chiedetelo per iscritto. La differenza di prezzo, molto spesso, sta tutta lì.

Come lavoriamo noi
Il nostro preventivo parte da un primo incontro gratuito e da un elenco scritto delle pagine: cosa c’è in ogni pagina, chi scrive i testi, quali funzioni servono e cosa costa mantenerlo. Così il prezzo si può leggere voce per voce, e confrontare.
Dove si può costruiamo siti fatti di pagine già pronte, veloci e accessibili, senza plugin da aggiornare; quando serve aggiungiamo un pannello con lo storico delle modifiche. Il modulo contatti lo colleghiamo alle statistiche, per contare le richieste, e dopo ogni modifica facciamo un invio di prova per controllare che la mail arrivi davvero. Il resto è nella pagina sulla realizzazione di siti web aziendali.
Domande frequenti
Quanto costa un sito web aziendale?
Dipende da cinque cose: quante pagine servono, chi scrive i testi e fa le foto, come si aggiorna, quali funzioni servono oltre alle pagine (modulo, lingue, vendita online, collegamento al gestionale) e cosa serve dopo la messa online. Una cifra senza l’elenco di queste voci non si può confrontare con un’altra. Per un preventivo affidabile serve un elenco scritto delle pagine e delle funzioni.
Conviene fare il sito da soli con un costruttore online?
Per partire può bastare, soprattutto se serve una pagina di presentazione e c’è qualcuno in azienda con il tempo di curarla. Il costo vero è il tempo: scrivere i testi, scegliere le immagini, farsi trovare su Google e tenere tutto aggiornato. Quando il sito deve portare richieste o vendere, di solito conviene farlo progettare.
Quanto costa mantenere un sito web?
Ogni anno ci sono il dominio, l’hosting, gli aggiornamenti di sicurezza e le copie di backup, più il lavoro per tenerlo aggiornato e farlo trovare. I siti fatti di pagine già pronte, senza molti plugin, di solito costano meno da mantenere perché hanno meno parti da aggiornare.
Fonti
- Direttiva (UE) 2019/882 sui requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi (European Accessibility Act), applicata dal 28 giugno 2025.
- Decreto legislativo 27 maggio 2022, n. 82, che la recepisce in Italia.
Chi l'ha scritta
Gian Claudio Emiliani, responsabile SEO e GEO di Over Cover Scriba. Circa vent'anni fra grafica, web e stampa; oggi misura ogni mese quante volte Google e le AI citano i siti che seguiamo.
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