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Generative Engine Optimization (GEO): cos’è e come farsi citare dalle AI

Gian Claudio Emiliani Pubblicata il 7 min di lettura

Illustrazione generata con IA: una nuvola a fumetto nel cielo con sei quadratini colorati e alcuni uccellini
Illustrazione generata con l'intelligenza artificiale (Adobe Firefly).

In breve

La Generative Engine Optimization (GEO) è il lavoro che serve perché le intelligenze artificiali che rispondono alle domande, come ChatGPT, Gemini, Perplexity e le AI Overview di Google, trovino la tua azienda, la capiscano e la citino. Parte dalle stesse basi della SEO, cioè un sito che i motori riescono a leggere, e aggiunge tre cose: contenuti scritti come risposte, dati aziendali coerenti anche fuori dal sito e la misura delle citazioni.

Quando una persona chiede a un’AI «quale software uso per i preventivi?» o «chi fa siti e-commerce collegati al gestionale?», non riceve dieci link: riceve una risposta. Dentro quella risposta, spesso, ci sono pochi nomi. La GEO lavora per essere uno di quei nomi, e per esserlo con le informazioni giuste.

Illustrazione generata con IA: un fumetto con tre schede illuminate fra tante spente, come i pochi nomi scelti in una risposta di un'AI
Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale.

Da dove viene la parola GEO

Il termine nasce in un articolo scientifico del novembre 2023, GEO: Generative Engine Optimization, di Pranjal Aggarwal e altri cinque ricercatori, accettato alla conferenza KDD 2024. Gli autori hanno messo alla prova diversi modi di scrivere e presentare un contenuto, e hanno misurato che i migliori aumentano la sua visibilità nelle risposte generate fino al 40%, con risultati diversi da un settore all’altro.

Da allora il nome è passato dalla ricerca al lavoro di tutti i giorni. In giro si trovano anche AEO (Answer Engine Optimization) e «SEO per l’AI»: indicano quasi sempre la stessa famiglia di attività.

GEO e SEO: cosa cambia e cosa resta uguale

La GEO non sostituisce la SEO, ci si appoggia. Le AI che cercano sul web pescano dalle pagine che riescono a leggere e che giudicano affidabili, e lo stesso vale per Google. Google lo scrive in modo esplicito nella sua documentazione: per comparire nelle AI Overview e in AI Mode non servono ottimizzazioni speciali: il requisito è che la pagina sia indicizzata e possa comparire nei risultati con un estratto. È la condizione per essere fra i candidati, non una garanzia di essere scelti.

Cambia invece il punto di arrivo. La SEO misura posizioni e clic. La GEO misura se l’azienda viene nominata dentro una risposta, e quella menzione non sempre porta un clic: può portare una persona a cercare il nome dopo. La differenza fra le due la spieghiamo nella pagina SEO e GEO; qui ci occupiamo di cosa fare in pratica.

Cosa fare, in sei passi

1. Lasciare entrare i bot giusti

Ogni AI ha i suoi programmi che leggono il web. Per ChatGPT, quello che decide se un sito può comparire nelle risposte con ricerca è OAI-SearchBot. GPTBot, che alcuni siti bloccano per prudenza, serve invece all’addestramento dei modelli: bloccarlo non toglie il sito dalle ricerche di ChatGPT, lo dice OpenAI stessa. Prima di tutto si controlla che il file robots.txt, il firewall e l’hosting non respingano chi deve entrare.

Illustrazione generata con IA: il robot che il sito lascia entrare varca la porta di una pagina web, un altro resta fuori: come scegliere quali bot far entrare
Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale.

2. Essere indicizzati su Google e su Bing

Le AI Overview usano l’indice di Google; Copilot si appoggia a Bing. Una pagina che non è nell’indice di quel motore non può essere citata dall’AI che lo usa. Search Console e Bing Webmaster Tools dicono quali pagine sono dentro e quali no, e perché.

3. Scrivere come se si rispondesse a una domanda

Un paragrafo che risponde per intero a una domanda precisa, con chi, cosa, quanto, dove e un dato verificabile, si può riprendere così com’è dentro una risposta. Per questo in cima alle nostre pagine c’è una risposta breve, e sotto i dettagli. Un testo che gira intorno al punto per tre paragrafi è più difficile da riprendere.

4. Dire chi siamo, uguale dappertutto

Ragione sociale, indirizzo, telefono, partita IVA, cosa fa l’azienda: le AI mettono insieme più fonti, e se il sito dice una cosa e la scheda Google un’altra la risposta può riprendere quella sbagliata. Nella nostra prova di ottobre 2026, raccontata più sotto, tutte e cinque le risposte di ChatGPT rimandavano a schede di Google Maps. La scheda Google, gli elenchi di settore e le pagine dei partner fanno parte del lavoro GEO quanto il sito.

Foto generata con IA: un negoziante sorridente consegna un sacchetto a un cliente al bancone
Foto generata con l’intelligenza artificiale: persone e luogo non sono reali.

5. Dati strutturati coerenti con il testo

I dati strutturati (schema.org) dicono alle macchine che cosa c’è in una pagina: un’organizzazione, un software, una domanda con la sua risposta. Google precisa che non esiste un markup speciale per le AI. La regola che conta è un’altra: i dati strutturati devono dire le stesse cose del testo visibile, né di più né di meno.

6. Misurare, ogni mese

Senza misura la GEO è un’opinione. Oggi i dati ci sono, ognuno con i suoi limiti.

Fonte Cosa dice Cosa non dice
Google Search Console, report sulle funzionalità di AI generativa Quante volte il sito compare nelle risposte AI di Google, per pagina e per giorno I clic: Google non li separa
Bing Webmaster Tools, AI Performance Quante volte Copilot cita le pagine del sito, e con quali ricerche le trova È un campione, non il totale
Prove dirette sulle AI Chi viene citato al posto tuo, sulle domande che contano per te Non è una statistica: serve rifarle con le stesse domande
Google Analytics Le visite che arrivano da chatgpt.com, perplexity.ai e simili Chi rifiuta i cookie non viene contato

I nostri numeri di partenza

Le stesse misure le facciamo sul nostro sito. Le scriviamo qui perché un metodo si capisce meglio con i numeri veri, anche quando sono piccoli.

  • Google: fra il 26 agosto e il 20 ottobre 2026 il nostro sito è comparso 139 volte nelle risposte AI di Google, più spesso con la home e con la pagina di ProdPlan.
  • Copilot: fra il 22 luglio e il 19 ottobre 2026 Bing ha registrato 20 citazioni, tutte nate da ricerche su «prodplan», il nome di uno dei nostri software.
  • ChatGPT: il 22 ottobre 2026 abbiamo fatto cinque domande commerciali, una per servizio. Non siamo stati citati in nessuna, e in tutte e cinque comparivano schede di Google Maps.

Per ora i numeri dicono questo: Copilot ci cita quando qualcuno cerca un nostro prodotto per nome, e nelle cinque domande sui servizi ChatGPT non ci ha citati. È il punto da cui parte il lavoro, e lo stesso tipo di fotografia lo facciamo per ogni azienda che seguiamo.

Cosa la GEO non può promettere

Nessuno può garantire che un’AI citi un’azienda: le risposte cambiano da una persona all’altra e da un giorno all’altro, e i modelli vengono aggiornati senza preavviso. Diffida di chi promette «la prima posizione su ChatGPT». Quello che si può fare è rendere l’azienda facile da trovare, da capire e da verificare, e misurare ogni mese se le citazioni crescono, su quali domande e con quali pagine.

Domande frequenti

La GEO serve anche a un’azienda piccola o locale?

Sì. Nella nostra prova, quando abbiamo chiesto a ChatGPT dei fornitori, le risposte rimandavano alle schede Google. Tenere quei dati completi e uguali al sito è il primo lavoro da fare.

Se blocco GPTBot sparisco da ChatGPT?

No. Secondo OpenAI, GPTBot serve all’addestramento dei modelli; la comparsa nelle ricerche di ChatGPT dipende da OAI-SearchBot. Si possono gestire in modo separato nel file robots.txt.

Quanto tempo serve per vedere risultati?

Non c’è un tempo fisso: dipende da quanto il sito è già indicizzato e da quanto la domanda è contesa. Per questo si misura ogni mese, con le impressioni AI di Search Console e le citazioni di Bing, e si ripetono le stesse domande alle AI ogni tre mesi.

Fonti

Gian Claudio Emiliani

Chi l'ha scritta

Gian Claudio Emiliani, responsabile SEO e GEO di Over Cover Scriba. Circa vent'anni fra grafica, web e stampa; oggi misura ogni mese quante volte Google e le AI citano i siti che seguiamo.

Il sito non porta richieste, o Google e ChatGPT nominano i concorrenti e non voi? Guardiamo insieme da dove partire.